Caloriferi in ghisa

Quando si parla di ghisa come materia prima dei caloriferi vengono subito in mente quelli della nonna, la ghisa però è ancora molto usata nei termosifoni odierni, un po’ più leggera, con leghe speciali quindi non propriamente pura ma è ancora la materia principale per la maggior parte dei nostri termosifoni in casa.

Un calorifero in ghisa si usa perché mantiene molto bene il calorerilasciandolo lentamente consentendo di risparmiare sul riscaldamento, ildifetto opposto è che ci mette più tempo a scaldare rispetto a quelli in alluminio, ecco quindi che per un’abitazione civile in cui abitiamo vale la pena usare calorferi in ghisa mentre per una seconda casa o per ambienti da scaldare velocemente (soffitte, taverne, cantine) ed usati poco (o con altre fonti di calore quali bagni e piccole cucine) vale la pena l’alluminio per esempio. Il classico calorifero in ghisa nelle nostre case è il seguente.

La ghisa si distingue dal peso e dal suono al battito con un dito. Come accennato all’inizio di questa sezione, la ghisa è stato il componente iniziale alla nascita dei termosifoni; pesantissimi, caldissimi (c’erano più spifferi nelle case), questi caloriferi avevano le gambe perché stavano sul pavimento , probabilmente in qualche vecchia casa si possono ancora trovare, nella figura sottostante l’intera famiglia di caloriferi in ghisa a pavimento disponibili.

Installare un calorifero in ghisa antichizzato nella propria casa potrebbe essere interessante se si vuole dare un tocco vintage o rustico all’ambiente, in un casale ristrutturato oppure in case vecchie.Ricordate che questo tipo di caloriferi non vanno appesi al muro perché troppo pesanti. Per un appartamento normale non conviene optare per questa soluzione, se non per la prima tipologia moderna. Per gli altri casi diamo due idee di calorifero in ghisa proponendo due nuovi modelli che richiamo antichi caloriferi uno lineare e l’altro con decori.

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